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Massimo Ferrari "Tra Cenere e Parole"
 

Massimo Ferrari inserisce nel suo ultimo album una canzone dedicata a Enzo Ferrari dal titolo "1947" "Tribute To Enzo Ferrari"
Massimo Ferrari in distribuzione mondiale in 70 Web Store









DURC: Prorogata Validità  DURC

Validità del DURC prorogata, Regolarità Contributiva in presenza di crediti PA, acquisizione d’ufficio, abolizione adempimento per alcune tipologie di lavori: a fare luce sulle semplificazioni introdotte dal Decreto Fare (articolo 31 del Dl 69/2013, convertito con la legge 98/2013).è la circolare applicativa del Ministero del Lavoro n. 36/2013.








Validità DURC

Novità di rilievo è l’estensione della validità del DURC a 120 giorni (al comma 5: leggi i dettagli) calcolati dalla data di rilascio ed applicati solo al DURC rilasciato dopo il 21 agosto 2013, data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl Fare. Significa che ai documenti di regolarità contributiva emessi prima, si applica durata di 90 giorni. Le tipologie di DURC con validità estesa a 120 giorni sono raggruppate in tre fattispecie, ognuna con specifiche regole.

Decorrenza DURC

Per le fasi che precedono la stipula del contratto di appalto, la validità del DURC scatta a decorrere data di verifica della dichiarazione sostitutiva sul requisito di cui all’articolo 38, comma 1, lettera i, del Dlgs 163/2006 (niente violazioni gravi accertate in materia previdenziale o assistenziale): la validità del DURC decorre quindi dalla data di verifica della dichiarazione, così come per l’aggiudicazione (articolo 11, comma 8, del dlgs 163/2006) e la stipula del contratto. Per le fasi successive - pagamento parziale (avanzamento lavori, prestazioni relative a servizi di fornitura) e i certificati (collaudo, regolare esecuzione, conformità, attestazione di regolare esecuzione) – invece, il DURC deve essere valido solo sul momento. Attenzione: non è compreso nella fattispecie il saldo finale, per il quale è sempre necessario acquisire un nuovo DURC.

In caso di subappalto (comma 6, articolo 31), il DURC in corso di validità è utilizzabile per il rilascio dell’autorizzazione di cui all’art 118, comma 8, del Dlgs 163/2006 (forme di controllo e collegamento societario con il subappaltatore, raggruppamento temporaneo di imprese, consorzio), e per le fasi successive alla stipula del contratto (sempre escludendo il pagamento finale).

Acquisizione DURC

Il DURC in corso di validità è utilizzabile anche per contratti pubblici diversi da quelli per i quali è stato acquisito. La disposizione è immediatamente operativa per l’utilizzo del DURC da parte della medesima stazione appaltante, mentre «maggiori potenzialità applicative della norma potranno realizzarsi a seguito di modifiche di carattere procedurale ed informatico attivabili dagli Istituti e dalle Casse edili». La stazione appaltante acquisisce il DURC d’ufficio (in corso di validità), in tutti i casi in cui è utilizzabile. Il DURC vale 120 giorni anche ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale e per finanziamenti e sovvenzioni previsti dalla normativa dell’Unione europea, statale e regionale.

DURC in compensazione

Il Dl Fare (articolo 31, comma 1) amplia la possibilità di compensazione tra DURC e crediti ( certi, liquidi ed esigibili) con la Pubblica Amministrazion,e di importo almeno pari agli oneri contributivi non versati dall’azienda. Mentre la legge 94/2012 comprendeva solo alcuni casi, il Decreto Fare  ha esteso l’agevolazione a tutte le tipologie di DURC.

Abolizione DURC

Il comma 1-bis dell’articolo 31 specifica che non è più necessario il DURC nei casi di lavori privati di manutenzione in edilizia realizzati senza il ricorso a imprese, direttamente dal proprietario dell’immobile. La circolare specifica che si tratta di un elemento chiarificatorio sull’ambito di applicazione del DURC, e aggiunge che il documento resta necessario per tutti gli altri casi di lavori.

Inadempienze

Se il DURC indica irregolarità contributive, l’amministrazione aggiudicatrice o un altro dei soggetti previsti dall‘articolo 3, comma 1, lettera b, del Dpr 207/2010 effettuano una trattenuta dal certificato di pagamento l‘importo corrispondente all’inadempienza, che va poi all’ente previdenziale. Lo prevede il comma 3 dell’articolo 31, per contratti pubblici ed erogazioni di contributi, sussidi e vantaggi economici di qualunque genere per i quali è necessario il DURC. In mancanza di un requisito per ottenere il Documento, invece, l’ente preposto al rilascio dovrà invitare via PEC l’azienda a regolarizzare la propria posizione entro 15 giorni, anche tramite consulente o altro professionista abilitato, indicando analiticamente le cause di irregolarità, sia per contratti pubblici sia per contratti privati.  Fonte: circolare 36/2013 del Ministero del Lavoro.

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Cala la bolletta energetica delle imprese ma per l'elettricità l'Italia resta sempre una  maglia nera


I nuovi dati. Migliora leggermente la bolletta energetica delle imprese italiane. Nell'arco degli ultimi dodici mesi il costo del gas naturale per forniture industriali ha fatto registrare un calo del 7,4% mentre quello dell'energia elettrica una flessione del 3,4 per cento. Nonostante questi progressi il manifatturiero continua a soffrire per quella che si conferma essere la bolletta elettrica più cara d'Europa.

Lungo lo Stivale il costo di un kWh è di 15,72 eurocent (Iva esclusa), più cara di almeno un terzo rispetto a quanto paga una media impresa di Spagna, Portogallo e Regno Unito. Qui il costo al chilowattora è intorno ai 10 eurocent. Meglio poi non pensare ai listini applicati in Finlandia, Francia e Olanda o nell'Est Europa dove la bolletta elettrica praticamente si dimezza o quasi. È quanto rivela l'«Indagne internazionale sui costi dell'energia elettrica e del gas naturale 2012-2013» realizzata da Nus Consulting group, società di ricerca e analisi internazionale che ha realizzato lo studio comparato sul trend dei costi energetici mondiali.


Per le imprese più energivore, quelle con un consumo annuo di almeno 2,4 GWh, sono invece in arrivo buone notizie. Con la delibera 340 dello scorso 25 luglio l'Autorità per l'energia elettrica e il gas infatti ha stabilito l'efficacia dal 1° luglio 2013 dello sconto sugli oneri di sistema, dove la componente A3 per le rinnovabili vale il 90%, compreso tra il 15 e il 60 per cento. Con un altro documento per la consultazione, il 329 sempre del 25 luglio, l'Autorità ha poi delineato anche le possibili modalità operative per la gestione delle agevolazioni tariffarie. Il Ministero dello Sviluppo economico stima per medie e grandi imprese un risparmio in bolletta di circa 600 milioni anno. «Per i clienti più energivori il prezzo al kWh calerebbe a circa 12 eurocent» ipotizza Davide Chiaroni, vice direttore e Co-founder dell'Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano. A questo punto molto probabilmente la Germania potrebbe diventare il paese con la bolletta elettrica più costosa.

Non mancano ulteriori margini di ribasso per il gas naturale ma sono legati a doppio filo con la realizzazione di infrastrutture come i rigassificatori. «Permetterebbero l'approvvigionamento, per esempio, in futuro dagli Usa» spiega Davide Chiaroni, vice direttore e cofondatore dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano. C'è poi il nodo dei contratti d'acquisto. Oggi si utilizza la formula "take or pay" che in un momento di crisi dei consumi come l'attuale comporta penali miliardarie. «Sono contratti più cari di almeno il 15% rispetto a quelli applicati in altri Paesi europei, poco flessibili e penalizzanti a causa della scarsa capacità di stoccaggio dell'Italia» rimarca Chiaroni.

L'Italia che non rispetta le direttive sull'acqua potabile

La commissione Ue inizia la procedura d'infrazione.
Italia, prima nazione europea per emissione di arsenico nei corsi d'acqua.


Secondo Legambiente, pubblicato a marzo, l'Italia è la prima nazione europea per emissioni di arsenico, cadmio e mercurio nell'acqua. Così, il report denuncia come il nostro paese superi le nazioni europea più industrializzate nell'emissioni di metalli pesanti (in particolare di mercurio, nichel, cadmio e arsenico) direttamente nei corsi d'acqua.
L'Italia non ha rispettato la direttiva sull'acqua potabile, che impone a tutti i Paesi dell'Unione europea di controllare e testare l'acqua destinata al consumo umano, in base a quarantotto parametri microbiologici e chimici. Se in seguito a questi controlli si riscontrano nell'acqua livelli elevati di arsenico o di altri inquinanti, gli Stati membri possono derogare per un periodo limitato di tempo ai valori limite fissati dalla direttiva, purché non presenti un potenziale pericolo per la salute umana e l'approvvigionamento delle acque destinate al consumo umano nella zona interessata non possa essere mantenuto in nessun altro modo.

All'Italia, che ha già usufruito di tre deroghe, ognuna della durata di tre anni, Bruxelles aveva chiesto di assicurare che fosse disponibile l'approvvigionamento di acqua salubre destinata al consumo da parte dei neonati e dei bambini fino all'età di tre anni.

Le deroghe erano subordinate poi al fatto che il l'Italia fornisse agli utenti informazioni adeguate su come ridurre i rischi associati al consumo dell'acqua potabile in questione e in particolare dei rischi associati al consumo di acqua da parte dei bambini; era tenuta inoltre ad attuare un piano d'azioni correttive e a informare la Commissione in merito ai progressi compiuti. Ma a più di un anno di distanza dalla scadenza della terza deroga, l'Italia continua a violare la direttiva: i valori limite per arsenico e fluoro non sono ancora rispettati in trentasette zone di approvvigionamento di acqua nel Lazio. Di qui l'invio da parte di Bruxelles di una lettera di costituzione in mora, la prima fase formale della procedura di infrazione in cui sottolinea la sua incapacità di ''garantire che l'acqua destinata al consumo umano sia conforme alle norme europee''.

Anche per l’acqua potabile, siamo il fanalino di coda in Europa !.


 
 

Inadempienze

Se il DURC
indica irregolarità contributive, l’amministrazione aggiudicatrice o un altro dei soggetti previsti dall‘articolo 3, comma 1, lettera b, del Dpr 207/2010 effettuano una trattenuta dal certificato di pagamento l‘importo corrispondente all’inadempienza, che va poi all’ente previdenziale. Lo prevede il comma 3 dell’articolo 31, per contratti pubblici ed erogazioni di contributi, sussidi e vantaggi economici di qualunque genere per i quali è necessario il DURC. In mancanza di un requisito per ottenere il Documento, invece, l’ente preposto al rilascio dovrà invitare via PEC l’azienda a regolarizzare la propria posizione entro 15 giorni, anche tramite consulente o altro professionista abilitato, indicando analiticamente le cause di irregolarità, sia per contratti pubblici sia per contratti privati.  Fonte: circolare 36/2013 del Ministero del Lavoro.




 
 
 
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